Come usare l’Olio di Neem per difendere le piante dai parassiti

Neem per difendere le piante

In agricoltura biologica si usa da tempo l’Olio di Neem per difendere le piante dai parassiti, sfruttando le particolari caratteristiche di questa pianta. La Azadirachta indica, chiamata anche Albero di Neem o Nim, è una pianta originaria dell’India e da sempre viene utilizzata come insetticida naturale. Fin dall’antichità notarono che l’Albero di Neem non veniva attaccato dai parassiti e inserendo le sue foglie negli armadi tenevano lontane le tarme.

Oggi sappiamo che i semi dell’Albero di Neem, da cui si ricava l’olio, sono ricchi di principi attivi e limonoidi, in particolare l’azadiractina che contrasta gli insetti. Quando entra in contatto con i parassiti, per ingestione o semplice contatto, inibisce lo sviluppo delle larve e ha effetto fagorepellente che riduce lo stimolo alla nutrizione.

Un’altra particolarità che rende unico l’Olio di Neem è la sua azione translaminare: cioè la capacità di penetrare nei tessuti vegetali, allungando nel tempo la sua azione. Per esempio in caso di pioggia. Può essere applicato sia sulle foglie sia nel terreno: nel secondo caso ha un certo effetto sistemico: viene assorbito dalle radici e spinto nella linfa, proteggendo la pianta per più tempo, anche le foglie non ancora spuntate.

Olio di Neem per difendere le piante: quali parassiti?

L’azadiractina ha un ampio spettro d’impiego ed è utile per limitare la presenza della maggior parte degli insetti parassiti presenti nei nostri giardini. Sia quelli con apparato boccale pungente e succhiante, come Afidi (pulci delle piante), Acari (ragnetti rossi), Tripidi, Cimici, Cocciniglie e Aleurodidi (mosche bianche). Sia quelli con apparato boccale masticatore, come le larve dei Lepidotteri, l’Oziorrinco,la Farfalla del Geranio (Cacyreus marshalli) e la Piralide del Bosso (Cydalima perspectalis), più difficili da combattere con altri sistemi naturali. Avendo un’azione translaminare agisce anche contro le larve minatrici.

L’Olio di Neem è anche ricco di elementi nutritivi, in particolare Azoto ed è quindi anche un fertilizzante.

Come usare l’Olio di Neem sulle piante

Essendo un olio vegetale è un prodotto di originale totalmente naturale e consentito in agricoltura biologica. Possiamo quindi usarlo sia sulle piante ornamentali sia su quelle dell’orto, aromatiche e da frutto. Non è dannoso per le Api ed è totalmente biodegradabile, quindi non lascia residui nel terreno.

Come abbiamo visto possiamo usare l’Olio di Neem in due modi: per via fogliare o radicale.

L’applicazione fogliare agisce subito, per esempio in presenza di insetti sulla pianta. È sufficiente irrorare bene tutto il fogliame, soprattutto sulla pagina inferiore delle foglie dove di solito depongono le uova i parassiti. L’Olio di Neem è disponibile anche nella versione spray pronta all’uso e predosata, indicata per l’applicazione fogliare.

L’applicazione radicale ha una maggiore durata nel tempo, perché viene assorbita dalle radici e raggiunge le foglie tramite la linfa. Protegge anche i germogli che spunteranno e non può essere dilavata dalla pioggia. In questo caso meglio ricorrere a un Olio di Neem concentrato che diluiremo noi in acqua a seconda del tipo di trattamento, fogliare o radicale. Nel secondo caso se ne usa meno, ma è sempre bene seguire le indicazioni riportate sull’etichetta.

Di solito l’Olio di Neem viene spruzzato sulle foglie con un nebulizzatore o una pompa manuale, a seconda della quantità di soluzione necessaria. In presenza di piante più piccole e delicate, come per esempio le piante grasse, possiamo usare anche un pennello o un batuffolo di cotone.

Usiamo guanti e una protezione per gli occhi ed effettuiamo i trattamenti nelle ore più fresche della giornata. È un olio e sotto i raggi diretti di un sole molto caldo può “friggere” le foglie: meglio spruzzarlo dopo il tramonto o alla mattina presto.

Prima di effettuare il trattamento facciamo delle prove su una foglia. Alcune specie non amano il Neem. Prima di consumare gli ortaggi e i frutti dovremo poi rispettare un breve periodo di carenza: di solito si tratta di pochi giorni, ma controlliamo sempre quando riportato sulla confezione poiché può cambiare a seconda del tipo di coltura.

Quando si usa l’Olio di Neem

Anche se è una soluzione naturale e biologica non significa che possiamo “affogare” le piante nell’Olio di Neem! Anche i prodotti naturali possono avere effetti collaterali o tossici se usati in modo eccessivo o improprio.

I trattamenti radicali vanno effettuati al massimo 4 volte nell’arco del ciclo vegetativo della coltura. Mentre fra ogni trattamento fogliare dovremo far trascorrere 8/10 giorni: 8 in presenza di insetti, 10 a titolo preventivo.

Lo slogan “prevenire è meglio che curare” spiega bene come dovremmo usarlo per ottenere il meglio dall’Olio di Neem per difendere le piante. Applicandolo in modo preventivo, all’inizio della primavera, prima dell’arrivo degli insetti, per sfruttare la sua azione fagorepellente: cioè rende schifose le foglie per i gusti degli insetti.

All’inizio della primavera possiamo effettuare il primo trattamento radicale, cui faremo seguire degli interventi fogliari ogni 10 giorni quando le temperature iniziano a salire e i parassiti fanno la loro comparsa.

In caso di presenza di parassiti sulla pianta ripetiamo il trattamento ogni 8 giorni. La difesa biologica deve essere poi “integrata”, affiancando cioè altre soluzioni biologiche. Magari specifica per il tipo di insetto rilevato. Per esempio l’Estratto di Ortica in caso di Acari o il Sapone Molle contro gli Afidi.

2 pensieri su “Come usare l’Olio di Neem per difendere le piante dai parassiti

  1. Patrizia dice:

    Buona sera, mi chiamo Patrizia
    Si può usare l’olio di neem e sapone di potassio su fiori e agrumi e dopo qualche giorno mangiare il frutto esempio il kumquat

    • Adama Home&Garden dice:

      Buongiorno, l’olio di neem e il sapone molle si usano sulle foglie e non sui fiori. Durante il periodo di fioritura può usare il Neem per via radicale. Cioè diluendo il prodotto in acqua per poi distribuirlo nel terreno ai piedi della pianta. Per i tempi di carenza, cioè la distanza tra il trattamento e il consumo del frutto, le suggeriamo di consultare l’etichetta riportata sulla confezione. Ci sono prodotti con concentrazioni differenti ed è sempre bene controllare sulla confezione l’esatto tempo di carenza. Comunque stiamo parlando di prodotti biologici quindi al massimo si tratta di pochi giorni e un’accurato lavaggio prima del consumo.

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