Le Formiche africane in Italia: problematiche e rimedi

Formiche africane in Italia

L’arrivo delle Formiche africane in Italia è stato documentato negli ultimi mesi, con i primi avvistamenti in settembre in Sicilia. Si tratta di “insetti alieni”, cioè importati involontariamente con i trasporti internazionali delle merci e che trovano nel nostro habitat l’ambiente ideale per svilupparsi, anche per la mancanza di nemici naturali. Lo abbiamo già visto con la Xylella, il Punteruolo Rosso o la Cimice asiatica, giusto per citare i più famosi, ed ora è il turno delle temibili Formiche africane. Abbiamo parlato degli “insetti alieni” in questo articolo.

Le Formiche africane ritrovate in Italia nello scorso settembre, si parla 88 formicai individuati nella provincia di Siracusa, preoccupano gli esperti per la loro straordinaria capacità di adattamento e il rischio possano incrinare l’equilibrio degli ecosistemi locali. Possono infatti competere per il cibo e il controllo del territorio con le Formiche autoctone e altri insetti, la cui scomparsa altererebbe la biodiversità degli ecosistemi italiani col rischio di squilibri ecologici. Le specie invasive infatti alterano le relazioni predatorie e mutualistiche già esistenti in natura.

Alcune Formiche poi tendono a proteggere gli Afidi e a creare un rapporto di mutuo sostegno. Gli Afidi pungono e succhiano dalle piante la linfa e rilasciano gli zuccheri in eccesso sottoforma di una sostanza appiccicosa zuccherina, detta melata. Le Formiche sono ghiotte della melata e perciò “accudiscono” i piccoli Afidi. Così facendo però arrecano un grave danno alle nostre piante.

Non va infine sottovalutato il graduale innalzamento delle temperature che gioca a loro favore. Oggi solo il 7% del continente europeo è adatto alle condizioni di vita di queste Formiche ma il cambiamento climatico potrebbe portare questa percentuale al 50% in pochi anni.

Formiche africane in Italia: le loro caratteristiche

Gli esemplari trovati in Sicilia sono di Solenopsis invicta, una Formica originaria del sud America ma ormai diffusa in tutto l’emisfero meridionale. È molto aggressiva ed è soprannominata Formica di Fuoco perché i suoi morsi sono molto dolorosi per l’uomo e ricordano le bruciature. Oltre a essere dolorosi, possono provocare anche reazioni allergiche che in casi estremi possono arrivare allo shock anafilattico, una condizione grave e che richiede intervento immediato di un medico.

Oltre che per le persone, le Formiche di Fuoco sono un problema anche per l’agricoltura perché possono danneggiare le colture. Con i loro passaggi rovinano le radici, i frutti e altri parti della pianta, causando cali di produttività e perdite economiche.

Un altro esemplare controllato dagli esperti è la Oecophylla longinoda, detta Formica Tessitrice. Originaria dei tropici africani, è stata ritrovata nelle serre e nei giardini botanici italiani, grazie al clima caldo e umido e all’habitat simile a quello dei paesi d’origine.

Le strategie di Controllo

La gestione delle specie invasive rappresenta una sfida significativa: le autorità pubbliche effettuano una costante attività di sorveglianza e il monitoraggio dei nidi individuati. Gli stessi cittadini sono chiamati a segnalare la presenza di “insetti alieni”, tra cui le Formiche africane, per rilevare tempestivamente la loro presenza e adottare le misure appropriate.

Anche noi però possiamo fare la nostra parte nelle nostre abitazioni e giardini. Anzitutto con soluzioni di controllo fisico e chimico del problema. Cioè l’uso di esche e trappole specifiche per Formiche, abbinate a insetticidi mirati e abbattenti. Molti utili anche gli insetticidi in microgranuli arricchiti con sostanze attrattive: agiscono per ingestione e contatto così da eradicare la tutta la colonia.

Nell’orto e negli spazi dedicati agli spazi edibili meglio ricorrere a soluzioni biologiche. Come gli oli essenziali a base di Agrumi edi macerato di Crisantemo e soluzioni a base di Neem.

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