
Chi decide di coltivare un Evonimo alato in giardino spesso è spinto dalla sua spettacolare trasformazione autunnale, con tutto il fogliame che assume una tonalità rosso porpora. Se coltiviamo più esemplari, per esempio per una siepe naturale, otterremo un vero e proprio incendio in giardino! Inoltre è un arbusto rustico e longevo: con poche cure dura per decenni.
Gli Evonimi (Euonymus) sono un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Celastraceae e comprende più di 100 specie differenti. Oltre all’Euonymus alatus nei giardini italiani è molto diffuso anche l’Euonymus fortunei, apprezzato per le foglie verdi con margini bianco-crema o giallo-ora a seconda della varietà.
L’Euonymus alatus è un arbusto caducifoglie e in condizioni ideali può superare i 4 metri in altezza. Le foglie appaiono verso fine marzo e sono di colore verde scuro in primavera ed estate, mentre in autunno si tingono di un rosso brillante o porpora intenso, offrendo uno spettacolo cromatico impareggiabile. Tra aprile e maggio produce anche dei piccoli fiori raggruppati in cime che in seguito si trasformano in frutti: ma sono poco appariscenti ed è sicuramente il fogliame il plus di questa pianta.
Due varietà sono particolarmente diffuse in Italia: l’Euonymus alatus Compactus con portamento contenuto e adatto per piccoli giardini e l’Euonymus alatus Fire Ball che offre un fogliame con una colorazione intensa e uniforme.



Dove coltivare un Evonimo alato
Le temperature ideali di coltivazione sono comprese tra i 15°C e i 30°C, ma resiste bene sia al freddo sia al caldo. Tollera il gelo fino -20°C e il caldo fino a 40°C. Quindi in Italia possiamo coltivarlo un po’ in tutte le regioni.
Per ottenere la massima intensità di colore autunnale, la pianta necessita di almeno 5/6 ore di sole diretto al giorno: quindi è meglio optare per una posizione soleggiata. Cresce bene anche in mezz’ombra ma la colorazione delle foglie sarà meno vivida.
In inverno perde le foglie e non richiede protezioni particolari. Solo nelle zone alpine, con climi più rigidi, possiamo proteggere le radici con uno strato di pacciamatura di foglie o corteccia da stendere ai piedi della pianta.
Come coltivare un Evonimo alato
Il trapianto si effettua in autunno nelle zone calde e all’inizio della primavera in quelle più fredde.
Le buche d’impianto dovranno avere dimensioni e profondità doppie rispetto al vaso di coltivazione in cui è contenuta la pianta. Togliamo sassi e parti di altre piante e integriamo nel suolo una dose di bioattivante naturale a lenta cessione. Questo tipo di concimazione andrà ripetuto ogni 2/3 mesi, interrando leggermente il prodotto.
Come irrigare un Evonimo alato
Le piante adulte di Euonymus alatus sono quasi autosufficienti e si accontentano delle piogge e dell’umidità ambientale. Dovremo intervenire solo in estate e in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni.
Nei primi due anni dopo il trapianto è invece bene assicurare dei cicli di irrigazione regolari, soprattutto in estate, mantenendo il terreno fresco ma non fradicio.
Come potare un Evonimo alato
Non è strettamente necessaria ed è utile solo per mantenere una forma armoniosa. Si effettua all’inizio della primavera, eliminando i rami secchi, danneggiati o che crescono verso l’interno della chioma. Per mantenere un portamento compatto, possiamo accorciare i rami troppo lunghi.
Una potatura drastica è sconsigliata, poiché potrebbe compromettere la naturale eleganza di questa pianta.
Come curare l’Euonymus alatus
Pur essendo una pianta resistente e rustica, può essere attaccata da alcuni nemici naturali.
Afidi e Cocciniglie possono attaccare i giovani germogli in primavera. L’uso preventivo e congiunto di Sali potassici di acidi grassi e Olio bianco vegetale è utile per prevenire e combattere questo tipo di parassiti. In presenza di un’invasione effettuiamo trattamenti con un insetticida a base di piretrine e olio di colza.
Eccessi di umidità possono scatenare malattie fungine come l’Oidio (mal bianco) e l’Antracnosi. Per prevenire l’insorgere di questi problemi effettuiamo trattamenti con Bicarbonato di Potassio. In presenza delle spore fungine ricorriamo a un fungicida a base di Zolfo: inibisce la crescita dei funghi interrompendo l’infezione e lo sviluppo della malattia.




