
Limitare la presenza di Topi in giardino è importante per molte ragioni ed è bene prevedere dei sistemi di controllo per monitorare tempestivamente la loro presenza.
I Topi sono anzitutto dei nemici del nostro orto: rosicchiano radici, frutti e giovani piantine, scavano gallerie e sono ghiotti dei semi, limitando così la produzione dell’orto e vanificando le nostre fatiche. Se creano una tana nel compost, possono contaminarlo con le loro feci.
Ma soprattutto i Topi rappresentano un pericolo per la nostra famiglia, poiché sono vettori di molte pericolose malattie, come la Leptospirosi, la Salmonellosi, l’Epatite E e il Tifo Murino, attraverso feci e morsi. Con le urine possono contaminare le fonti di acqua potabile e per irrigare il giardino. Se hanno creato una tana in giardino, cercheranno sicuramente di entrare anche in casa, alla ricerca di cibo.
Topi in giardino: come affrontare il problema
Le colle topicide sono uno strumento a nostra disposizione per monitorare la presenza di ratti in giardino. Sono trasparenti, inodore e con un alto potere adesivante. Resistono agli agenti atmosferici, all’irraggiamento solare e al vento e rimangono adesive per molto tempo. Si spalmano su supporti, come legno o cartone, in prossimità dei punti di passaggio dei roditori.
In presenza di animali domestici o bambini piccoli meglio adottare dei contenitori per esche, detti anche rat box o bait box, che impediscono l’accesso alla sostanza topicida. Si posizionano nei luoghi di camminamento e nei percorsi che i roditori affrontano abitualmente tra il nido e la fonte di cibo. Abbiamo notato la presenza di un topo in giardino? Abbiamo trovato escrementi o residui di cibo rosicchiato? Iniziamo da questi punti!
I roditori raramente camminano al centro di una stanza o di un giardino: posizioniamo i contenitori per esche lungo i muri in posizione adiacente i battiscopa.
È importante monitorare regolarmente i contenitori per esca per assicurarsi che siano in buone condizioni e l’esca all’interno non sia stata consumata o contaminata. Se un contenitore mostra dei danni dobbiamo sostituirlo per mantenere l’efficacia del programma di derattizzazione e garantire la sicurezza degli animali domestici.
Quando maneggiamo i contenitori e le esche usiamo sempre quanti di gomma o in lattice.



Le esche
Una delle prime caratteristica di un’esca topicida è la sua appetibilità: se non la mangia, non funziona! In particolare l’esca deve essere più attrattiva rispetto alle altre fonti di cibo presenti nell’area da trattare.
In commercio esistono diversi tipi di esche topicide che si differenziano per forma, consistenza e principio attivo.
Generalmente sono costituite da materie prime edibili e attrattive per il topo, come farina, grano, zucchero e olio. Sono disponibili in commercio sotto forma di:
- esche fresche: una pasta soffice solitamente contenuta in sacchettini di carta filtro (simili a quelli usati per le bustine di tè) o plastica traforata;
- blocchi paraffinati: una formulazione solida che prevede l’uso di cere per generare esche più resistenti agli ambienti umidi;
- pellet: simili a quelli in legno per la stufa, sono un formulato che trova largo impiego laddove siano presenti mangimi o in ambienti di stoccaggio cerealicolo;
- cereali: generalmente grano o mix di altri cerali rivestiti da un preparato che contiene colorante e principio attivo.




I diversi formulati rispondo a precise esigenze. In un ambiente molto umidi, come cantine e fognature, vanno preferite le esche paraffinate, che pur non essendo particolarmente appetibili hanno una maggiore durata alle condizioni ambientali. Negli ambienti domestici, dove le fonti alternative di cibo sono maggiori, danno maggiori risultati le esche particolarmente appetibili, come quelle in pasta fresca; mentre in ambienti rurali sono da prediligere le esche in forma di pellet o cereali.
Le esche naturalmente contengono il principio attivo destinato a colpire il roditore.
I principi attivi rodenticidi più attuali sono gli anticoagulanti di seconda generazione (Brodifacoum, Bromadiolone, Difenacoum e Difetialone) che agiscono sui fattori che regolano la coagulazione del sangue. I sintomi mortali si manifestano 2/7 giorni dopo l’ingestione.
Un’altra sostanza attiva topicida è il Colecalciferolo (vitamina D). Una volta ingerito provoca una rapida perdita di appetito negli animali, che muoiono dopo 2/3 giorni dall’ingestione di una dose letale.
Contro i piccoli topi è efficace anche l’alfacloralosio: è un narcotico a effetto rapido, poco pericoloso per altri animali di piccola taglia.
Come smaltire i ratti avvelenati?
Lo smaltimento delle carcasse richiede particolare attenzione, poiché spesso i regolamenti comunali sono differenti. Le carcasse di animali sono infatti considerati “rifiuti speciali” e non assimilabili a quelli urbani; i topi morti per ingestione di esche avvelenate sono “rifiuti organici contenenti sostanze pericolose”.
Abbiamo due possibilità: la prima è affidarsi a un’impresa di derattizzazione o disinfestazione, dotata di autorizzazioni per l’imballaggio e il trasporto di carcasse di topi e ratti avvelenati. L’alternativa è rivolgersi al nostro Comune per raccogliere informazioni sulle disposizioni locali per il corretto smaltimento.

