Come coltivare un Elleboro e dare colore al Natale

coltivare un elleboro

Il periodo natalizio è ideale per iniziare a coltivare un Elleboro: è infatti noto anche come Rosa di Natale proprio perché fiorisce durante l’inverno e ha un fiore simile alla Rosa canina.

Ma non è l’unico motivo per scegliere questa pianta. Oltre ai fiori spettacolari che sbocciano in una stagione arida di fioriture, gli Ellebori sono apprezzati anche per il fogliame sempreverde, di colore scuro e molto decorativo per tutto l’anno. Inoltre sono piante molto resistenti e durature: alcune specie di Elleboro crescono addirittura spontanee in Italia. Infine sono piante che amano l’ombra e sono quindi ideali per quelle zone in cui è difficile ottenere belle fioriture, come nelle aiuole sotto grandi alberi o nel sottobosco.

Ha solo un difetto: è velenoso, quindi prestiamo attenzione in presenza di bambini piccoli o animali domestici. Gli antichi erano saggi e molte piante sono state “battezzate” con nomi che evidenziano le loro caratteristiche: sia quelle positive, ma soprattutto quelle negative. È il caso dell’Elleboro, il cui nome sembra derivare dalle parole greche elein (ferire) e bora (alimento), in pratica “cibo che uccide”.

Gli Helleborus sono un genere di piante della famiglia delle Ranuncolacee e comprende 15 specie differenti. L’Helleborus niger è noto come Rosa di Natale, ha fiori bianchi e fiorisce da dicembre fino a marzo. Anche l’Helleborus Purpurascens fiorisce da novembre a marzo ma ha fiori violacei. Gli Helleborus orientalis, disponibili in molti ibridi con fiori di diverse forme e colori, fioriscono leggermente più tardi, da fine febbraio ad aprile.

L’Helleborus viridis produce fiori verdi e rossicci e cresce spontaneamente in Italia: ci sono due sottospecie, abruzzicus e liguricus, che indicano bene le zone di maggior presenza. Infine ricordiamo anche l’Helleborus foetidus, che ha questo brutto nome – Elleboro fetido – perché rilascia un cattivo odore quando viene maltrattato: una forma di difesa che usano un po’ come le puzzole per tenere lontani gli erbivori. Al di là del nome, meritano attenzione i fiori molto particolari: campanule verdi bordate di rosso.

Dove coltivare un Elleboro

Tollera il gelo fino a -15°C e possiamo coltivarlo facilmente in tutta Italia. Se lo coltiviamo in giardino scegliamo uno spazio in cui possa crescere, poiché tende ad allargarsi nel corso degli anni.

Se invece coltiviamo l’Elleboro in vaso, possiamo tenerlo sia sul balcone sia in casa. In appartamento evitiamo la vicinanza con fonti di calore e ogni tanto, se è possibile, spostiamo all’esterno.

In ogni caso va evitata l’esposizione diretta ai raggi solari: cresce bene anche in ombra. Le condizioni di mezz’ombra o con luce filtrata sono l’ideale, ma dipende anche dalla zona climatica in cui viviamo.

Come coltivare un Elleboro in giardino

All’atto del trapianto inseriamo nelle buche d’impianto una dose di nutrimento biostimolante a lenta cessione per stimolare l’attecchimento delle radici e l’inizio vegetativo della pianta.

Non è una pianta esigente e in giardino non richiede particolari cure o concimazioni. Per stimolare la fioritura possiamo interrare le perle bio attivanti nel terreno alla base della pianta in novembre, prima dell’inizio del processo di fioritura.

La coltivazione in vaso

Le risorse contenute del terriccio finiranno rapidamente e dovremo prevedere un programma di concimazione annuale. Nel periodo della fioritura, da novembre a marzo, diluiamo nell’acqua per l’irrigazione una dose di biostimolante per piante da fiore ogni 15 giorni. Negli altri mesi sarà sufficiente 1 volta al mese.

Come irrigare un Elleboro

Le piante appena trapiantate in giardino richiedono cicli di irrigazione regolari, con l’obiettivo di mantenere sempre umido il terriccio.

Le piante adulte coltivate in giardino sono quasi autosufficienti: si accontentano delle piogge e dovremo intervenire solo in estate e in caso di lunghi periodi senza precipitazioni. Per aumentare il tasso di umidità del terreno possiamo stendere uno strato di pacciamatura ai piedi delle piante.

Gli Ellebori coltivati in vaso invece vanno irrigati periodicamente per mantenere il giusto tasso di umidità del terriccio. Per assicurarci il benessere della pianta, all’atto del travaso possiamo miscelare con il terriccio dei cristalli d’acqua a lento rilascio. Un polimero di recente concezione che rilascia l’acqua al terriccio in modo graduale, riducendo le frequenze di annaffiatura e l’acqua utilizzata, e garantendo alle piante una riserva idrica sempre disponibile.

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