
Possiamo coltivare la Skimmia (Skimmia japonica) nel nostro giardino o sul terrazzo per godere delle meravigliose tonalità di colore che ci offre durante l’anno. Per molti è una pianta natalizia, in alternativa alla Stella di Natale, infatti si riempie di numerose bacche rosse affiancate alle foglie verdi, i colori tipici delle feste natalizie.
È un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Rutacee, che si sviluppa in forma tondeggiante fino a raggiungere i 50/70 cm in altezza e larghezza.
Questa pianta è caratterizzata da foglie di color verde brillante e in estate si riempie di tanti fiorellini bianchi, che si trasformano in bacche rossastre in autunno e in inverno.
La Skimmia japonica è una pianta dioica e presenta quindi esemplari con fiori femminili o maschili che sono più profumati. Le bacche crescono sulle piante femmina ma hanno necessità di un esemplare maschile nelle vicinanze. Esiste però una particolare varietà, la Skimmia obsession, autofecondante.
Dobbiamo porre molta attenzione alle bacche della Skimmia, perché sono tossiche, quindi vanno tenute lontane da animali domestici e bambini piccoli.
Dove coltivare la Skimmia
Se abitiamo nel centro-nord Italia, possiamo coltivare tranquillamente questa pianta in giardino in pieno sole. In inverno tollera il freddo intenso fino a -15°C e in caso di gelate prolungate possiamo proteggere il fogliame con un cappuccio di tnt (tessuto non tessuto) e le radici con uno strato di materiale pacciamante.
Se invece viviamo in una regione del sud Italia, scegliamo un posto semi ombreggiato e ben ventilato, per proteggere la pianta dall’afa e dai raggi solari diretti in estate. Eviteremo così choc termici e il disseccamento delle foglie.
Come coltivare la Skimmia
La Skimmia è una pianta acidofila, quindi richiede un terriccio con un pH acido.
Per la coltivazione in giardino dovremo creare una buca molto ampia e profonda, che riempiremo con un terriccio specifico per acidofile in cui distribuiremo una dose di concime granulare a lenta cessione per acidofile.
Al termine del trapianto, pressiamo leggermente il terreno e irrighiamo generosamente per stimolare il contatto delle radici con il suolo.
Se desideriamo coltivare più esemplari o creare una siepe, manteniamo una distanza di almeno 40/50 cm fra le buche.
Come concimare la Skimmia
Nella coltivazione in giardino possiamo utilizzare un fertilizzante granulare a lenta cessione, specifico per piante acidofile. Interriamo leggermente i granuli 3 o 4 volte all’anno, all’inizio di ogni stagione.
Per le piante coltivate in vaso meglio optare per un fertilizzante liquido per acidofile, da diluire nell’acqua dell’irrigazione. Sarà sufficiente ogni 15 giorni in primavera e in estate e una volta al mese in autunno e in inverno.
Come irrigare la Skimmia
Le piante giovani, durante il primo anno di impianto, vanno irrigate con regolarità per mantenere il terreno sempre inumidito.
Le piante adulte sono quasi autosufficienti e si accontentano delle piogge: dovremo intervenire solo in estate e in presenza di lunghi periodi senza piogge.
In estate nebulizziamo frequentemente il fogliame con acqua senza calcare: va bene l’acqua piovana o quella demineralizzata. Serve per aumentare il tasso di umidità sul fogliame ed evitare che i caldi raggi solari estivi provochino disseccamenti.
Come potare la Skimmia
La Skimmia non richiede potature per crescere meglio. Per contenere lo sviluppo della pianta o dare una forma ordinata, possiamo spuntare le cime che escono dalla forma tondeggiante alla fine dell’inverno; verso febbraio e prima della ripresa vegetativa.
Come curare la Skimmia
La Clorosi è una fisiopatia tipica delle piante acidofile, specialmente quelle coltivate in giardino. È facilmente identificabile dallo sbiadimento delle foglie ed è provocata dalla carenza di Ferro, che le piante acidofile in molti casi fanno fatica ad assimilare dal suolo.
In questi casi è utile in integratore a base di Sali di Ferro solfato da diluire in acqua: oltre fornire il Ferro in una forma assimilabile per le acidofile, svolge un’azione correttiva dei valori di pH nei suoli ricchi di calcare, salini e alcalini.
Tra gli insetti fitofagi dovremo prestare attenzione agli Acari (ragnetti rossi), agli Afidi, specialmente in primavera, e alle Cocciniglie in presenza di ambienti molto umidi. L’uso preventivo e congiunto di Sali potassici di acidi grassi e Olio bianco vegetale è utile per prevenire e combattere questo tipo di parassiti. In presenza di un’invasione effettuiamo trattamenti con un insetticida a base di piretrine e olio di colza.
Tra le malattie fungine prestiamo attenzione all’Oidio (mal bianco) e a funghi come la Phyllosticta e la Cercospora che provocano macchie brune o nere sulle foglie. Per prevenire l’insorgere di questi problemi effettuiamo trattamenti con Bicarbonato di Potassio. In presenza delle spore fungine rimuoviamo le foglie danneggiate e ricorriamo a un fungicida a base di Zolfo: inibisce la crescita dei funghi interrompendo l’infezione e lo sviluppo della malattia.




