Come coltivare la Kerria japonica

coltivare la Kerria

Se amiamo il giallo, possiamo coltivare la Kerria e godere della sua ricca fioritura nel cuore della primavera, da aprile a giugno. Questa pianta infatti in questo periodo di riempie completamente di fiori creando “macchie” di colore molto interessanti in giardino. Che crea un cespuglio di circa 1,5 metri in altezza e larghezza e possiamo coltivarla come esemplare singolo oppure in gruppo: tollera bene anche la coltivazione in vaso a patto che sia di grandi dimensioni.

La Kerria japonica, come suggerisce il nome, viene dall’estremo oriente ed è una pianta caducifoglia: cioè perde le foglie, indicativamente a novembre per poi riemetterle verso marzo. In primavera fiorisce generosamente con infiorescenze di colore giallo delicatamente profumate: facendo parte della famiglia delle Rosaceae, l’aroma è simile a quello delle Rose. Se il clima lo consente può effettuare una seconda fioritura al termine dell’estate e prima del freddo invernale. In inverno, prima della caduta, le foglie assumono un colore tra il rosso e l’arancione, regalando un tocco di bellezza ulteriore al giardino.

Possiamo scegliere tra diverse varietà di Kerria: con fiore piccolo, grande o doppio simile a pompon e con foglie bicolori variegate.

Oltre a essere colorati, i fiori della Kerria sono anche commestibili e possiamo usarli per decorare le portate o le insalate.

Dove coltivare la Kerria japonica

Tollera bene il freddo fino a -10°C e ha una buona sopportazione dell’afa estiva, a patto di irrigarla regolarmente. È una pianta rustica, si adatta molto bene al clima italiano e possiamo coltivarla all’aperto in quasi tutta Italia.

Se abitiamo in zone con inverni freddi, con temperature minime stabilmente sotto gli 0°C, meglio scegliere una posizione soleggiata: sarà più protetta in inverno. Se al contrario abitiamo nel sud, con inverni miti ed estati particolarmente calde, meglio scegliere una posizione semi ombreggiata per difendere la Kerria dal caldo eccessivo.

Come trapiantare la Kerria

Il trapianto si effettua in autunno, quando la pianta perde le foglie ed entra in riposo vegetativo o alla fine dell’inverno, in marzo.

In giardino dovremo creare delle buche di dimensione doppia rispetto a quelle del vaso che contiene la piantina. Integriamo nel terreno della buca una dose di bioattivante a lenta cessione e dopo aver posizionato la pianta riempiano la buca, pressiamo delicatamente e irrighiamo in abbondanza. Per la coltivazione in vaso, integreremo il bioattivante nel terriccio: scegliamo un contenitore ampio e profondo almeno 50 cm.

Questo tipo di concimazione dura 2/3 mesi e va ripristinata periodicamente, interrando leggermente il prodotto. Se coltiviamo la Kerria in vaso, meglio optare per un biostimolante liquido, subito assorbibile dalle radici, da diluire nell’acqua dell’irrigazione ogni 10 giorni.

Come coltivare la Kerria japonica

Le piantine appena trapiantate e quelle più giovani vanno irrigate periodicamente affinché il terriccio risulti sempre umido. Le piante adulte invece sono quasi autonome perché possono godere delle piogge e hanno un apparato radicale più sviluppato per cercare umidità in profondità. In estate però dovremo irrigare regolarmente la pianta per difenderla dall’afa e dal caldo eccessivo.

Le piante coltivate in vaso invece vanno irrigate periodicamente perché l’umidità del terriccio tende a esaurirsi rapidamente, particolarmente in estate.

Uno strato di pacciamatura ai piedi della pianta è utile in inverno, per proteggere le radici e il colletto dal gelo e dalla brina, e in estate per limitare l’evaporazione dell’umidità del suolo.

Quando la pianta termina la fioritura, verso giugno, possiamo potare i rami con i fiori appassiti: stimoleremo la produzione di nuovi rami, che fioriranno l’anno prossimo. Se non facciamo questa operazione rischiamo di ottenere fioriture meno generose. Possiamo anche accorciare i rami più robusti, se desideriamo contenere la forma della pianta. Alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa e dell’emissione delle foglie, interverremo con una seconda potatura per eliminare i rami secchi o danneggiati dall’inverno.

Quando potiamo, usiamo sempre lame ben affilate e disinfettate e proteggiamo le ferite con Propoli e mastici cicatrizzanti per i rami più grandi.

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