
Molti appassionati amano coltivare il Plumbago per la sua lunga e generosa fioritura: inizia in estate e prosegue fino all’autunno. I suoi grappoli di fiori azzurri, chiari o blu più intenso, portano un tocco esotico in ogni giardino o terrazza.
È una pianta rampicante estremamente versatile e in giardino possiamo coltivarla contro muri soleggiati o in grandi vasi. Oltre al valore ornamentale, è apprezzato per la sua rusticità, la capacità di adattarsi a diverse condizioni climatiche mediterranee e la facilità di coltivazione.
Nei centri giardinaggio possiamo trovare diverse specie, come il Plumbago auriculata (conosciuto anche come Plumbago capensis) con i classici fiori azzurri, ma disponibile in diversi ibridi con fiori bianchi e blu intenso. Il Plumbago indica ha una forma compatta e produce piccole infiorescenze con fiori rosa e rossi.
Dove coltivare il Plumbago
Il clima ideale per la coltivazione del Plumbago è compreso tra i 15°C e i 30°C**.
Non tollera il gelo sotto i -5°C e possiamo coltivarla in piena terra soltanto nelle zone con inverni miti e con le opportune protezioni invernali. Proteggiamo la radice con uno strato di pacciamatura alla base del fusto e avvolgiamo la chioma in un velo traspirante di tessuto-non-tessuto. Nelle zone con inverni più rigidi è meglio coltivarla in vaso, per spostarla in una serra fredda al termine della fioritura in autunno.
Anche il caldo sopra i 38°C è pericoloso e può indurre sofferenza nella pianta: mostra segni di appassimento e rallenta la fioritura. Per aiutare le piante a superare gli stress idrici e termici, forniamo una dose di biostimolante a base di alghe ogni 10 giorni.
Per fiorire abbondantemente il Plumbago necessita di almeno 6 ore di sole al giorno. Scegliamo quindi una zona soleggiata, o semi ombreggiata se abitiamo in una zona con temperature massime estive superiori ai 35°C.
Come trapiantare il Plumbago
Il trapianto si effettua in primavera, quando le temperature minime hanno stabilmente superato i 15°C e il rischio di gelate tardive è scongiurato.
Le buche dovranno avere una dimensione doppia rispetto al vaso in cui è contenuta la pianta e vi suggeriamo di concimarle con una dose di fertilizzanti a lenta cessione.
Come irrigare il Plumbago
Le piante appena trapiantate vanno irrigate periodicamente finché non inizieranno a germogliare.
Gli esemplari coltivati in giardino si giovane delle piogge e dell’umidità ambientale e sono quasi auto-sufficiente. Dovremo intervenire in presenza di lunghi periodi senza precipitazioni e naturalmente in estate, quando non dovremo mai far mancare l’acqua al Plumbago.
Come potare il Plumbago
La potatura si esegue alla fine dell’inverno, tra febbraio e marzo, prima della ripresa vegetativa. Si eliminano i rami secchi, danneggiati o disordinati, e si accorciano tutti i tralci dell’anno precedente, lasciando 2/3 nodi per stimolare l’emissione di nuovi germogli fioriferi.
Durante la stagione vegetativa si possono effettuare spuntature leggere per mantenere la forma compatta e stimolare la ramificazione.
Come curare il Plumbago
A partire dalla primavera il Plumbago può essere attaccato da Afidi, Cocciniglie e Acari (ragnetti rossi). Le infestazioni si prevendono con trattamenti con oli vegetali. In presenza degli insetti, delle larve o delle uova, effettuiamo anche trattamenti con un insetticida a base di piretrine e olio di colza.
Tra le malattie fungine, gli eccessi di umidità possono stimolare il Mal Bianco (Oidio) e la Muffa grigia. Per prevenire l’insorgere di questi problemi possiamo effettuare trattamenti con Bicarbonato di Potassio. In presenza delle spore fungine ricorriamo invece a un fungicida a base di Zolfo: inibisce la crescita dei funghi interrompendo l’infezione e lo sviluppo della malattia.

