
Coltivare il Melone nell’orto significa portare in tavola un frutto simbolo dell’estate mediterranea, ricco di profumo, dolcezza e proprietà nutrizionali. Possiamo scegliere tra tante cultivar adatte per quasi tutte le regioni italiane, dal nord più fresco fino alle zone calde del sud.
Il Melone (Cucumis melo) appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae ed è una pianta erbacea annuale con fusti striscianti o rampicanti muniti di viticci. Il suo ciclo vegetativo inizia in primavera e si esaurisce in pochi mesi, fino all’estate, con la raccolta dei frutti. È bene sapere che il suo apparato radicale è espanso ma superficiale: perciò è molto sensibile agli stressi idrici e l’irrigazione è un aspetto importante per una corretta coltivazione.
Nei centri giardinaggio possiamo scegliere tra diversi ibridi, come i Meloni retati, lisci, gialli o verdi invernali. Oltre al gusto, all’atto della scelta dovremo preferire le varietà che crescono meglio nella nostra zona climatica, in particolare se abitiamo in regioni fredde. Ci sono inoltre ibridi selezionati per la resistenza alle malattie fungine, come l’Oidio e la Fusariosi: molto utili se abbiamo già avuto problemi di questo tipo in passato.



Dove coltivare il Melone
I Meloni crescono bene al sole, dove producono frutti dolci e saporiti. Ama il caldo e cresce bene con temperature comprese tra i 20°C e i 30°C; al contrario va in sofferenza sotto i 12°C. Anche il caldo oltre i 40°C può essere un problema, specie se associato a un’irrigazione insufficiente.
Come coltivare il Melone
Possiamo iniziare la coltivazione dai semi oppure dalle piantine già cresciute: nei garden center troviamo facilmente entrambe le soluzioni.
La semina in pieno campo si effettua da aprile a maggio, quando le temperature notturne superano stabilmente i 15°C. Nelle regioni più fredde è meglio optare per le piantine già cresciute, in modo da accorciare i tempi di coltivazione.
Il Melone si espande molto e ha bisogno di spazio per crescere correttamente: rispettiamo una distanza di almeno 80/100 cm tra le piante, sia permetterne lo sviluppo sia per assicurare alle piantine la giusta aerazione, utile per prevenire le malattie fungine.
Prima della semina o del trapianto dovremo lavorare il terreno con l’obiettivo di rendere morbido e friabile il suolo: con zappa e rastrello rompiamo le zolle più coriacee e togliamo sassi e residui di altre piante. In questa fase integriamo nel suo un concime naturale, come i biostimolanti a lenta cessione. Dopo due mesi dalla semina o dal trapianto, ripetiamo la distribuzione delle perle biostimolanti per sostenere la pianta durante la fruttificazione.
Come irrigare i Meloni
Le irrigazioni devono essere regolari, con l’obiettivo di mantenere costantemente umido il terreno. L’acqua è fondamentale sia nella fase iniziale, per far germogliare i semi e affrontare le radici, sia durante la crescita dei frutti. Attenzione però a non esagerare: i ristagni idrici favoriscono i marciumi radicali e lo sviluppo di malattie fungine.
Come curare i Meloni
Il Melone è soggetto a diversi parassiti e patologie. Tra gli insetti troviamo gli Afidi, gli Aleurodidi (mosche bianche) e gli Acari (ragnetti rossi), che si nutrono della linfa dei giovani germogli, causando ingiallimenti e deformazioni delle foglie. Per prevenire la comparsa di questi parassiti, effettuiamo trattamenti con l’Olio di Neem, un repellente di origine naturale che rende inospitale la pianta agli occhi degli insetti. In presenza degli insetti adulti possiamo ricorrere a trattamenti ripetuti con un insetticida a base di Sali potassici di acidi grassi. Si tratta di un’emulsione acquosa che colpisce gli insetti in tutti gli stadi di sviluppo: uova, larve e adulti. Agisce in due modi: con un’azione essiccante delle membrane cellulari e una di soffocamento, andando a ostruire i pori respiratori dei parassiti. È consentito in agricoltura biologica, non lascia residui nel terreno, non prevede periodi di carenza ed è di libera vendita.
Tra le malattie fungine, l’Oidio è molto comune e si manifesta con una patina biancastra sulle foglie. Si sviluppa in presenza di eccessiva umidità e scarsa aerazione tra le piante. Per prevenire le malattie fungine dovremo adottare delle tecniche colturali corrette: effettuare irrigazioni quando è necessario, possibilmente con irrigatori a goccia e mantenere la necessaria distanza fra le piante per favorire la circolazione dell’aria. In presenza delle spore dell’Oidio sul fogliame, effettuiamo trattamenti con fungicidi a base di Bicarbonato di Potassio o di Sodio idrogenocarbonato.




