Come coltivare i Cavolfiori in autunno

coltivare i Cavolfiori

In autunno possiamo coltivare i Cavolfiori per ottenere raccolti anche nei mesi invernali. Coltivare questo ortaggio è una tipica tradizione del nostro paese, essendo originario dell’area mediterranea, ma ormai è presente in tutto il mondo.

Il Cavolfiore (Brassica oleracea) appartiene alla famiglia delle Brassicaceae ed è caratterizzato da un corimbo, detto testa o palla, costituito da tanti fiori che sono la parte commestibile. Il suo nome deriva dal latino caulis (gambo) e flos (fiore), per sottolineare la parte edibile della pianta, cioè il fiore.

Le foglie sono larghe e carnose e avvolgono la testa per proteggerla dal sole e mantenerne il colore chiaro.

Presenta un gusto delicato ed è amato per la sua versatilità in cucina, oltre che per le proprietà nutritive.

Le varietà più coltivate negli orti italiani sono di colore bianco, verde o viola. In generale sono numerose ed è importante che scegliamo quelle che si possano adattare meglio al clima e al tipo di terreno della zona in cui viviamo. Le varietà differiscono per colore, forma, periodo di maturazione: possiamo raccogliere le precocissime a ottobre, quelle precoci a novembre-dicembre, quelle invernalia gennaio-febbraio e quelle tardiveda marzo a maggio.

Oltra alla classica forma del Cavolfiore, possiamo anche optare per il Romanesco, caratterizzato da un corimbo con forme geometriche perfette.

Le varietà più diffuse in Italia sono il Cavolfiore Palla di Neve, con un corimbo di mole media con forma tondeggiante e con rilievi poco pronunciati, il Cavolfiore di Jesi precoce, il Cavolfiore di Verona o il Cavolfiore di Sicilia dal caratteristico color violaceo. Ci sono anche Cavolfiori adatti per i climi montani.

All’atto della semina, prestiamo attenzione alla rotazione delle colture, per evitare un impoverimento del terreno e il proliferare di alcuni parassiti. Pianifichiamo perciò un avvicendamento per 2/3 anni con leguminose, come Fagioli, Fave o Piselli. Il Cavolfiore convive bene vicino a Cetrioli, Lattughe e Pomodori, mentre va tenuto lontano da Cipolle e Finocchi.

Dove coltivare i Cavolfiori

Per coltivare i Cavolfiori scegliamo un’area dell’orto che garantisca una buona esposizione al sole, ma nelle regioni particolarmente calde preferiamo un’ombreggiatura parziale durante le ore più calde della giornata, così da proteggere i fiori dai raggi diretti troppo caldi, che potrebbero compromettere lo sviluppo del corimbo, causando fioriture premature.

L’ideale è che le temperature siano comprese tra i 15°C e i 20°C, senza scendere sotto i 6°C.

Come coltivare i Cavolfiori

Il terreno deve essere fresco, fertile, profondo e ben drenato. Lavoriamo il terreno con zappa, vanga e rastrello per rompere le zolle più coriacee e togliere eventuali sassi e parti di altre piante. Contemporaneamente, incorporiamo nel terreno una dose di granuli bioattivanti a lenta cessione, che favoriscono una sana attivazione dei processi metabolici della pianta e arricchiscono di preziosi elementi il terreno, anche con basse temperature ambientali.

Vi suggeriamo di utilizzare un telo pacciamante, da stendere sull’aiuola dell’orto: è utile per evitare lo sviluppo di erba infestanti e ridurre l’irrigazione. Il telo protegge il terreno dai raggi solari diretti e trattiene l’umidità che evapora.

Quando iniziamo a seminare, rispettiamo una distanza di 50/60 cm tra ogni fila e di 40/50 cm tra ogni pianta, così da assicurare lo spazio adeguato per il loro sviluppo.

Se iniziamo la coltivazione partendo dalle piantine già germogliate, dovremo creare delle buche, in cui inseriremo una dose di concime.

Come irrigare i Cavolfiori

Irrighiamo con costanza e regolarità i Cavolfiori nel periodo di crescita e formazione del corimbo,perché una mancanza di acqua può causare la formazione di teste piccole e dure. Interveniamo preferibilmente al mattino presto o nel tardo pomeriggio, per ridurre l’evaporazione e permettere alle piante di assorbire l’acqua durante le ore più fresche.

Non bagniamo le foglie, per ridurre il rischio di malattie fungine.

Quando raccogliere i Cavolfiori

I Cavolfiori saranno pronti per essere raccolti quando il corimbo raggiunge una dimensione adeguata e i fiori non sono ancora aperti. La testa deve essere compatta e di colore uniforme: se tardiamo nella raccolta potrebbero diventare poco consistenti e di qualità inferiore.

Per raccoglierli è sufficiente tagliare il gambo principale sotto il corimbo, lasciando alcune foglie per proteggere la testa durante la manipolazione.

Come curare i Cavolfiori

La rotazione delle colture previene la presenza dei parassiti tipici del Cavolfiore in modo naturale e se con regolarità controlliamo le piante possiamo eliminare immediatamente i parassiti visibili.

Tra gli insetti più comuni che possono attaccare i Cavolfiori troviamo gli Afidi, le Altiche, la Mosca del Cavolo (Delia radicum) e la Nottua del Cavolfiore (Mamestra brassicae).

In caso di infestazioni di Afidi sono efficaci i Sali potassici di acidi grassi. Si tratta di un’emulsione acquosa che colpisce gli insetti in tutti gli stadi di sviluppo: uova, larve e adulti. Agisce in due modi: con un’azione essiccante delle membrane cellulari e una di soffocamento, andando a ostruire i pori respiratori dei parassiti. È consentito in agricoltura biologica, non lascia residui nel terreno, non prevede periodi di carenza ed è di libera vendita.

Contro la Mosca e la Nottua del Cavolo possiamo ricorrere a prodotti a base di Olio bianco vegetale. Per limitare la presenza di insetti e uova nel suolo, all’atto della semina o del trapianto distribuiamo nel terreno una dose di nematocida naturale a base di estratto d’Aglio: è una soluzione naturale che terrà lontani i parassiti dalle nostre piante!

Anche Lumache e Limacce possono attaccare i Cavolfiori: in caso di invasione usiamo un lumachicida a base di fosfato ferrico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *